Le categorie catastali rappresentano un sistema di classificazione utilizzato dal Catasto italiano per identificare e suddividere gli immobili in base alla loro destinazione d’uso, alle caratteristiche strutturali e al valore economico. Ogni immobile registrato al Catasto è assegnato a una specifica categoria catastale, utile per determinare:

Come sono suddivise le categorie catastali

Le categorie catastali sono suddivise in sei gruppi principali, identificati con lettere dalla A alla F, e ulteriormente specificati da un numero che ne determina la tipologia. Di seguito, una panoramica semplificata e aggiornata delle categorie catastali, suddivise per gruppi:

Immobili a destinazione ordinaria (Gruppi A, B, C)

Gruppo A – Abitazioni e alloggi

Gruppo B – Edifici collettivi a uso pubblico

Gruppo C – Immobili a uso commerciale o pertinenze

Immobili a destinazione speciale (Gruppo D)

Gli immobili del Gruppo D sono legati a esigenze produttive, industriali, commerciali o alberghiere:

Immobili a destinazione particolare (Gruppo E)

Le categorie catastali del Gruppo E si riferiscono a immobili con funzione pubblica o infrastrutturale:

Immobili a destinazione fittizia (Gruppo F)

Infine, il Gruppo F comprende unità non ancora completate, ruderi o aree:

Perché conoscere le categorie catastali è importante?

Conoscere le categorie catastali è fondamentale non solo per agenti immobiliari e professionisti del settore, ma anche per privati cittadini. Questa classificazione incide infatti:

 

Vuoi scoprire altre news del settore? Continua a seguire il blog di RealDigitale per rimanere aggiornato su tendenze, consigli pratici e molto altro!

Sei un agente o un’agenzia immobiliare? Contattaci e richiedi un preventivo per trasformare il tuo business.

 

  1. il valore di un immobile ai fini dell’imposizione diretta e dell’imposta municipale propria (IMU);
  2. valore catastale ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, delle imposte ipotecaria e catastale.
  3. Il valore erariale di un bene, e la sua redditività in termini erariali per determinare i valori di applicazione di una tassa o di un’imposta.

Dall’articolo 23 del Regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, la rendita catastale «costituisce la base per la determinazione, nei modi che saranno stabiliti per legge, del reddito imponibile soggetto alle imposte ed alle sovrimposte».

La rendita catastale è quindi sostanzialmente il valore attribuito, con finalità fiscali, a tutti gli immobili in grado di produrre o generare reddito.

Il valore catastale

La rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti, strettamente dipendenti dalla categoria catastale di appartenenza del bene immobile, dà origine al cosiddetto valore catastale. Quest’ultimo differisce dalla rendita perché si calcola sulla sua base e rappresenta, di fatto, la base di calcolo per il pagamento di imposte tra loro diverse quali, per esempio, le imposte di donazione, di registro, ipotecarie e catastali (solo in caso di acquisto di immobili e relative pertinenze ad uso abitativo).

Come si calcola la rendita catastale

La rendita catastale dei beni immobili viene sempre calcolata moltiplicando la consistenza catastale per la tariffa d’estimo. Come dicevamo poco sopra, tale valore è molto importante perché permette di ottenere il valore catastale, ovvero quell’unità numerica che permette di calcolare le imposte.

Come calcolare il valore catastale

Ed eccoci quindi arrivati al calcolo del valore catastale. Questo è facilmente ricavabile moltiplicando la rendita catastale per un dato coefficiente di rivalutazione, che per gli immobili appartenenti al gruppo A, C, D, E risulta essere pari al 5%, mentre per gli immobili di categoria B è pari al 40%. Il valore, così com’è stato ottenuto, va poi moltiplicato per un ulteriore coefficiente variabile sempre in base alla categoria di appartenenza dell’immobile. Nella pratica si tratta di:

Il calcolo del valore catastale per immobili non censiti

Nel caso di beni immobili non censiti al Catasto, quindi dove non è possibile rilevare la rendita catastale, è possibile utilizzare una rendita presunta per la determinazione del valore catastale.

La rendita catastale può variare?

Poiché la normativa vigente ha il potere di cambiare periodicamente i parametri tecnico-estimativi utili a determinare la rendita cat., è bene sapere che essa può potenzialmente variare nel corso del tempo.

Se desideri conoscere la rendita catastale del tuo immobile, noi di Catasto Semplice possiamo richiedere la tua visura catastale direttamente online, risparmiandoti perdite di tempo e lunghe code presso l’Agenzia delle Entrate.

Vuoi scoprire altre news del settore? Continua a seguire il blog di RealDigitale per rimanere aggiornato su tendenze, consigli pratici e molto altro!

Sei un agente o un’agenzia immobiliare? Contattaci e richiedi un preventivo per trasformare il tuo business.

Visura catastale

La visura catastale è un documento che contiene le informazioni, registrate presso il catasto, relative a un immobile (terreno o fabbricato) situato sul territorio italiano. Viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

I dati contenuti nella visura ordinaria di un immobile sono:

(altro…)

Quasi uno su tre, però, rinuncerebbe all’acquisto se le imposte crescessero.

Riforma del catasto

La riforma del catasto divide il dibattito pubblico, ma anche gli umori dei cittadini. Facile.it ha commissionato un’indagine per comprendere qual è il pensiero degli italiani su questa riforma. Ne è emerso che: più di un proprietario su due (57%) è d’accordo con la riforma; il 16,3% è apertamente contrario, mentre ancora in molti (26,7%), non hanno un’idea precisa in merito.

(altro…)