Abbiamo stilato una lista (personalissima) di quelle che, in base a determinati canoni che andremo a elencare qui sotto, sono le migliori agenzie per gli affitti brevi di Torino.

I canoni presi in considerazione

Per evidenziare quelle che, secondo noi, sono le migliori agenzie per gli affitti brevi a Torino abbiamo considerato questi canoni:

Le migliori agenzie a Torino secondo RealDigitale

Ecco l’elenco delle migliori agenzie di affitti brevi a Torino secondo noi:

  • Nuova TORINO affitti Brevi
  • Capponi18 – Affitti Breve Periodi
  • Atriums Apartments
  • Affitti Al Volo
  • Come Casa Affitti Brevi Torino
  • HAPPY HOST TORINO
  • Affitti brevi Torino Sweet Home

        L’importanza del web marketing nel settore degli affitti brevi

        In un mercato altamente competitivo come quello degli affitti brevi, il web marketing gioca un ruolo cruciale. Grazie a strategie digitali mirate, come l’ottimizzazione SEO, le campagne sui social media e l’utilizzo delle piattaforme di prenotazione online, le agenzie possono ampliare la loro visibilità e attrarre un numero maggiore di clienti. La presenza digitale non solo consente di raggiungere un pubblico globale, ma permette anche di instaurare relazioni durature con gli ospiti attraverso recensioni e interazioni personalizzate. Investire nel web marketing è ormai essenziale per rimanere competitivi e ottenere risultati significativi nel settore.

        Sei un’Agente o un’ Agenzia Immobiliare? Rintraccia ed entra in possesso dei contatti giusti. Noi di RealDigitale possiamo aiutarti! Siamo professionisti nell’ambito del Marketing Immobiliare con anni di esperienza nel settore della Comunicazione Online e Offline per l’Agenzia Immobiliare. Affidandoti a noi potrai ottenere risultati Concreti e Misurabili.

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        Il settore degli affitti brevi in Italia è oggetto di costanti aggiornamenti normativi, mirati a regolamentare un mercato in continua crescita. Per i gestori di affitti brevi, essere al passo con le novità legislative del 2024 è fondamentale per operare in conformità con la legge e garantire un servizio professionale. In questo articolo, approfondiremo le principali normative e le implicazioni per i gestori del settore.

        Cosa sono gli affitti brevi e chi può gestirli?

        Gli affitti brevi sono contratti di locazione per immobili a uso abitativo, con una durata massima di 30 giorni. Regolamentati dall’articolo 4 del D.L. 50/2017, questi contratti possono includere servizi accessori, come la fornitura di biancheria e la pulizia, e devono essere gestiti al di fuori dell’attività imprenditoriale.

        Le principali caratteristiche degli affitti brevi includono:


        Modifiche fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2024

        Il 2024 porta importanti novità per i gestori di affitti brevi, in particolare sul piano fiscale. La Legge di Bilancio ha introdotto modifiche all’aliquota della cedolare secca, che ora varia a seconda del numero di immobili destinati alla locazione breve.

        Queste modifiche richiedono ai locatori una gestione più attenta della dichiarazione dei redditi e della classificazione degli immobili.


        Codice Identificativo Nazionale (CIN)

        Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) rappresenta una delle novità più rilevanti del 2024. Questo codice, obbligatorio per ogni immobile destinato agli affitti brevi, è stato introdotto per garantire maggiore trasparenza e contrastare l’evasione fiscale. Per saperne di più su come funziona e chi deve richiederlo, ecco l’articolo presente nel nostro magazine riguardante il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi


        Obblighi per gli intermediari: la ritenuta del 21%

        Le piattaforme e gli intermediari immobiliari, come Airbnb, sono tenuti a trattenere una ritenuta del 21% sui canoni di locazione breve. Tale somma viene versata all’Agenzia delle Entrate come acconto fiscale per conto dei locatori.

        Le implicazioni legali della sentenza del Consiglio di Stato

        Il Consiglio di Stato ha recentemente confermato la legittimità di questa normativa, respingendo il ricorso di Airbnb e imponendo alla piattaforma il versamento delle somme trattenute. Questa sentenza rafforza il controllo fiscale sugli affitti brevi, aumentando la responsabilità degli intermediari nel rispetto della legge.


        Come adeguarsi alle normative: consigli per i gestori di affitti brevi

        Gestire affitti brevi nel 2024 richiede un approccio informato e strategico. Ecco alcuni consigli pratici:

        Continua a seguire il nostro magazine e la nostra agenzia.

        Abbiamo stilato una lista (personalissima) di quelle che, in base a determinati canoni che andremo a elencare qui sotto, sono le migliori agenzie per gli affitti brevi di Roma.

        I canoni presi in considerazione

        Per evidenziare quelle che, secondo noi, sono le migliori agenzie per gli affitti brevi a Roma abbiamo considerato questi canoni:

        Le migliori agenzie a Roma secondo RealDigitale

        Ecco l’elenco delle migliori agenzie di affitti brevi a Roma secondo noi:

        • DesignD Stays-Gestione Case Vacanze
        • Gestione affitti Brevi Roma – Rehostme
        • Property manager Roma – Gestione affitti brevi – Propert
        • Idyllia – Gestione case vacanze e affitti brevi lusso Roma
        • Relocate – Gestioni Affitti Brevi e Case Vacanze
        • Gestione Case Vacanze Roma – Cozy Host
        • Homy Host – Gestione Affitti Brevi e Case Vacanze
        • Bnbtogether – Gestione Case Vacanze Roma
        • The Best Rent – Affitti Brevi Roma
        • Affitti Brevi Periodi Roma

        L’importanza del web marketing nel settore degli affitti brevi

        In un mercato altamente competitivo come quello degli affitti brevi, il web marketing gioca un ruolo cruciale. Grazie a strategie digitali mirate, come l’ottimizzazione SEO, le campagne sui social media e l’utilizzo delle piattaforme di prenotazione online, le agenzie possono ampliare la loro visibilità e attrarre un numero maggiore di clienti. La presenza digitale non solo consente di raggiungere un pubblico globale, ma permette anche di instaurare relazioni durature con gli ospiti attraverso recensioni e interazioni personalizzate. Investire nel web marketing è ormai essenziale per rimanere competitivi e ottenere risultati significativi nel settore.

        Sei un’Agente o un’ Agenzia Immobiliare? Rintraccia ed entra in possesso dei contatti giusti. Noi di RealDigitale possiamo aiutarti! Siamo professionisti nell’ambito del Marketing Immobiliare con anni di esperienza nel settore della Comunicazione Online e Offline per l’Agenzia Immobiliare. Affidandoti a noi potrai ottenere risultati Concreti e Misurabili.

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        L’introduzione del CIN, ovvero il Codice Identificativo Nazionale, ha portato un cambiamento significativo nel settore degli affitti brevi. Questa misura, emanata dal Ministero del Turismo, punta a garantire trasparenza e sicurezza per chi affitta e per chi cerca una sistemazione turistica. Vediamo quali sono le principali caratteristiche del CIN, una delle novità del 2024 relative alla normativa sugli affitti brevi. 

        Cos’è il CIN e a cosa serve?

        Il CIN è un codice univoco che identifica ogni immobile destinato agli affitti brevi, contribuendo a distinguere tra strutture registrate regolarmente e non. La sua introduzione rappresenta un passo avanti verso la trasparenza del settore turistico, permettendo ai clienti di riconoscere le strutture legali e sicure.

        Il CIN è particolarmente rilevante per contrastare fenomeni come l’evasione fiscale e per tutelare i consumatori, che ora possono verificare l’autenticità degli alloggi su piattaforme come Airbnb, Booking e altri portali di prenotazione online. Questo codice è obbligatorio per ogni immobile che viene affittato per periodi brevi, ovvero inferiori a 30 giorni consecutivi.

        Quando è richiesto e chi deve ottenerlo?

        Il CIN è obbligatorio dal settembre 2024 per chiunque affitti immobili a fini turistici per periodi brevi. Questo include non solo i proprietari che affittano occasionalmente, ma anche le società di gestione immobiliare, le agenzie e i gestori di bed & breakfast.

        Ottenere il CIN è un passaggio necessario prima di pubblicare un annuncio di affitto. L’assenza del codice può comportare sanzioni amministrative, e molti portali, per permettere la pubblicazione degli annunci, lo richiedono obbligatoriamente. 

        Proroga per l’ottenimento del CIN al 2025

        Vista la complessità di adeguamento alle nuove normative, il Ministero del Turismo ha concesso una proroga fino al 1º gennaio 2025. Questo termine esteso offre ai proprietari e ai gestori di strutture più tempo per mettersi in regola senza incorrere in sanzioni.

        Per un turismo più sicuro e trasparente

        L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale per gli affitti brevi ha l’obiettivo di rendere il settore più trasparente e sicuro. Grazie al CIN, i turisti possono individuare facilmente strutture affidabili e legali e l’amministrazione fiscale ha una maggiore tracciabilità delle locazioni, riducendo la concorrenza sleale con le strutture alberghiere tradizionali.

        Il CIN è destinato a diventare uno strumento essenziale per chi opera nel settore degli affitti brevi, offrendo vantaggi sia ai proprietari che ai turisti.

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        Le recensioni sono una componente cruciale per il successo nel mercato degli affitti brevi. Le esperienze condivise dagli ospiti influenzano le decisioni future di potenziali clienti e aiutano a costruire una reputazione solida e affidabile. Vediamo come incentivare le recensioni positive e come rispondere alle eventuali recensioni negative, trasformando quest’ultime in un’opportunità di miglioramento.

        Recensioni Positive: come incentivare i feedback

        Per ottenere recensioni positive e autentiche, è fondamentale che l’ospite viva un’esperienza piacevole e memorabile. Ecco alcune strategie per incoraggiare gli ospiti a lasciare un feedback:

        1. Offri un’accoglienza impeccabile: accogliere l’ospite con cordialità e un servizio personalizzato aumenta le possibilità di una recensione positiva. Fai sentire ogni ospite speciale, magari con un piccolo omaggio locale o con una guida personalizzata del quartiere.
        2. Comunica con tempestività e professionalità: una comunicazione efficace è essenziale. Rispondi prontamente a domande e richieste, mostrando disponibilità e attenzione verso ogni esigenza. Gli ospiti che si sentono ascoltati e supportati sono più propensi a condividere recensioni positive.
        3. Chiedi recensioni in modo semplice e naturale: invia un messaggio di ringraziamento subito dopo il soggiorno, invitando l’ospite a lasciare una recensione. Fai in modo che la richiesta sia gentile e non forzata, magari includendo un link diretto alla piattaforma di recensioni per rendere il processo rapido e intuitivo.
        4. Rispondi a tutte le recensioni, positive e negative: dimostrare attenzione verso tutte le recensioni comunica serietà e professionalità. Ringraziare per i commenti positivi mostra riconoscenza, mentre una risposta alle recensioni negative può convertire i feedback negativi in un’occasione per migliorare.

        Come gestire le Recensioni Negative

        Ricevere una recensione negativa può essere frustrante, ma è importante rispondere in modo costruttivo per preservare la reputazione della struttura. Ecco come affrontare al meglio queste situazioni:

        1. Mantieni la calma e analizza il feedback: prima di rispondere, prendi un momento per riflettere sul contenuto della recensione. Valuta se il problema evidenziato è qualcosa che puoi migliorare e considera ogni recensione come un’opportunità per crescere.
        2. Rispondi con empatia e professionalità: inizia la risposta con un ringraziamento per il feedback, anche se negativo. Mostrare empatia e scusarsi sinceramente se c’è stata un’eventuale disattenzione aiuta a rassicurare l’ospite e i futuri clienti.
        3. Offri una soluzione o spiegazione: includi nella risposta una spiegazione del problema e le eventuali azioni intraprese per risolverlo. Se possibile, invita l’ospite a rimanere in contatto, mostrando disponibilità a trovare una soluzione che possa migliorarne l’esperienza.
        4. Evita discussioni pubbliche: evita un tono difensivo e assicurati che la risposta sia breve e mirata. Rispondere in modo conciso e gentile dimostra professionalità e comunica la tua volontà di migliorare.

        Perché le Recensioni sono Fondamentali per gli Affitti Brevi

        Le recensioni contribuiscono a costruire la fiducia con i futuri ospiti, poiché offrono una panoramica genuina della qualità e dell’affidabilità della struttura. Una serie di recensioni positive attira nuovi clienti e aiuta a differenziarsi dalla concorrenza. Investire tempo e attenzione nel chiedere recensioni e nel rispondere alle opinioni, positive o negative, rappresenta un aspetto centrale per il successo del marketing turistico nel settore degli affitti brevi.

        Sei un’Agente o un’ Agenzia Immobiliare? Rintraccia ed entra in possesso dei contatti giusti. Noi di RealDigitale possiamo aiutarti! Siamo professionisti nell’ambito del Marketing Immobiliare con anni di esperienza nel settore della Comunicazione Online e Offline per l’Agenzia Immobiliare. Affidandoti a noi potrai ottenere risultati Concreti e Misurabili.

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        Gli affitti brevi sono diventati una scelta sempre più popolare per proprietari e viaggiatori. Tuttavia, gestire la tassazione di queste locazioni può essere complesso, soprattutto con le recenti modifiche normative. La nuova guida rilasciata dall’Agenzia delle Entrate nel 2024 fornisce indicazioni aggiornate su come gestire correttamente la tassazione e sugli obblighi per i proprietari e gli intermediari, come le piattaforme online o le agenzie immobiliari.

        Vediamo insieme i principali cambiamenti e come gestire in modo efficiente gli affitti brevi.

        Aumento dell’Aliquota per gli Affitti Brevi: Cedolare Secca

        La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto un importante cambiamento per chi affitta immobili a breve termine. L’aliquota della cedolare secca è aumentata dal 21% al 26% per chi affitta più di un immobile. La cedolare secca è un regime fiscale che consente di sostituire IRPEF, imposte di registro e bollo, semplificando la gestione fiscale degli affitti.

        Se possiedi un solo immobile, puoi continuare ad applicare la cedolare secca al 21%. Se affitti più proprietà, puoi mantenere l’aliquota del 21% su una di esse, mentre per le altre si applica il 26%. Questa scelta va indicata nella dichiarazione dei redditi annuale.

        Gli Obblighi per gli Intermediari

        Gli intermediari, come le piattaforme online (ad esempio Airbnb), o le agenzie immobiliari che facilitano l’affitto degli immobili, devono trattenere il 21% a titolo di acconto e versarlo allo Stato. La differenza tra il 21% trattenuto dall’intermediario e il 26% effettivamente dovuto dovrà essere saldata dal contribuente in fase di dichiarazione dei redditi.

        Per chi utilizza piattaforme gestite da intermediari non residenti, ci sono ulteriori adempimenti fiscali. Gli intermediari non residenti, che operano nell’Unione Europea o fuori, devono adempiere agli obblighi fiscali tramite una stabile organizzazione in Italia o nominare un rappresentante fiscale.

        Servizi Inclusi e Esclusi dal regime fiscale

        Gli affitti brevi non si limitano alla sola locazione dell’immobile, ma possono includere alcuni servizi aggiuntivi che non compromettono l’applicazione della cedolare secca. Tra questi servizi troviamo:

        Tuttavia, non tutti i servizi possono essere inclusi nel regime della cedolare secca. Servizi come colazione, pasti, auto a noleggio o visite guidate sono esclusi, poiché porterebbero il contratto fuori dalla sfera delle locazioni brevi.

        Obblighi per i Proprietari

        Un’altra novità riguarda l’obbligo per i proprietari di ottenere un Codice Identificativo Nazionale (CIN) per ogni immobile affittato a breve termine. Questo codice, assegnato tramite la Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, dovrà essere esposto negli annunci pubblicitari e all’esterno dell’immobile. Sebbene la procedura sia ancora in fase sperimentale, in futuro l’assenza del CIN potrà comportare sanzioni pecuniarie tra gli 800 e gli 8.000 euro.

        Infine, resta obbligatorio comunicare i dati degli ospiti alla Questura entro 24 ore dall’arrivo. Questo adempimento si effettua tramite il portale “alloggiati web” della Polizia di Stato e riguarda anche chi ospita cittadini extra-UE, per i quali è richiesto il passaporto.

        Conclusione

        Le modifiche introdotte nel 2024 sulla tassazione degli affitti brevi richiedono maggiore attenzione da parte dei proprietari, soprattutto per chi gestisce più di un immobile. Rimanere aggiornati sulle novità normative e rispettare gli obblighi fiscali è essenziale per evitare sanzioni e per garantire una gestione efficiente e corretta delle locazioni brevi.

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        Gli affitti brevi sono diventati una delle soluzioni più popolari per i proprietari di immobili, grazie alla crescente domanda di alloggi flessibili e a breve termine da parte di turisti e lavoratori. Tuttavia, questa forma di locazione può creare tensioni all’interno delle comunità locali, soprattutto con i vicini e le istituzioni locali. Gestire efficacemente i rapporti con questi soggetti è cruciale per evitare conflitti e garantire un’esperienza positiva per tutti.

        Impatto degli affitti brevi sulle comunità locali

        Gli affitti brevi hanno portato numerosi vantaggi economici alle città, come un maggiore flusso di visitatori e un incremento dei guadagni per i proprietari. Tuttavia, questi benefici possono essere accompagnati da problematiche per la comunità locale, come un aumento del rumore, della congestione e la riduzione delle opportunità di affitto a lungo termine per i residenti.

        Come mantenere buoni rapporti con i vicini

        1. Comunicazione aperta: informare i vicini delle attività legate agli affitti brevi è un primo passo fondamentale. Condividere il calendario delle prenotazioni o aggiornare i vicini sulle nuove regole di condotta degli ospiti può prevenire malintesi.
        2. Regole di comportamento chiare: stabilire regole chiare per gli ospiti, come orari per il silenzio e l’uso degli spazi comuni, è essenziale. Queste regole dovrebbero essere comunicate in modo visibile all’interno della proprietà e trasmesse agli ospiti al momento della prenotazione.
        3. Monitoraggio della proprietà: utilizzare strumenti tecnologici come videocamere per l’ingresso (rispettando la privacy degli ospiti) può aiutare a controllare l’accesso e garantire che gli ospiti rispettino le regole del condominio o del quartiere.

        Collaborare con le istituzioni locali

        1. Rispettare le normative locali: le istituzioni locali spesso impongono regolamentazioni sugli affitti brevi per garantire un equilibrio tra le esigenze economiche e quelle della comunità. Prima di iniziare a gestire un affitto breve, è importante informarsi sulle normative in vigore, che potrebbero riguardare il numero massimo di giorni di locazione o il pagamento di tasse locali.
        2. Partecipare alle iniziative di quartiere: partecipare a incontri o assemblee di quartiere può rafforzare i rapporti con i vicini e dimostrare il proprio impegno nel voler contribuire positivamente alla comunità. Questa collaborazione con le istituzioni locali permette di affrontare eventuali problematiche e trovare soluzioni condivise.

        Affitti brevi sostenibili: un equilibrio possibile

        Gli affitti brevi rappresentano un’opportunità significativa nel settore immobiliare, ma richiedono una gestione attenta dei rapporti con la comunità locale e le istituzioni. La chiave del successo è trovare un equilibrio tra le esigenze economiche del proprietario e il benessere dei vicini. Un dialogo aperto, il rispetto delle normative e una gestione responsabile possono ridurre al minimo i conflitti e garantire un’esperienza positiva sia per i proprietari che per la comunità.

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        Il panorama legislativo relativo agli affitti brevi è in costante evoluzione, influenzato dalle necessità di regolamentare un settore che rappresenta una fetta significativa del mercato immobiliare. Con l’introduzione di nuove leggi e regolamenti, l’obiettivo principale è garantire trasparenza, sicurezza e correttezza fiscale. Questo articolo esamina gli aggiornamenti più recenti, incluse le nuove disposizioni che interessano le diverse città e regioni italiane.

        Cosa sono gli affitti brevi?

        Gli affitti brevi sono una particolare tipologia di contratti di locazione disciplinati dall’articolo 4 del D.L. 50/2017. Secondo la normativa, si tratta di contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. Questi contratti possono includere la prestazione di servizi accessori, come la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali, e devono essere stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa.

        Le caratteristiche principali degli affitti brevi

        1. Destinazione dell’immobile: gli affitti brevi riguardano immobili a uso abitativo appartenenti al gruppo catastale A (esclusi gli A/10 – Uffici e studi privati).
        2. Durata del contratto: i contratti non devono superare i 30 giorni. Se la durata delle locazioni tra le stesse parti supera i 30 giorni complessivi in un anno, è necessario registrare il contratto.
        3. Soggettività del locatore: il locatore deve essere una persona fisica che destina non più di quattro immobili alla locazione breve, per non configurare l’attività come imprenditoriale.
        4. Modalità di locazione: la locazione può essere gestita direttamente dal proprietario o tramite intermediari immobiliari e piattaforme telematiche, come Airbnb.
        5. Servizi accessori: è possibile includere nella locazione breve servizi come la pulizia e la fornitura di biancheria, che sono soggetti al regime fiscale delle locazioni brevi.

        Novità normative: la Legge di Bilancio 2024

        La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto modifiche significative nel regime fiscale degli affitti brevi. In particolare, è stato mantenuto il regime della cedolare secca con aliquota al 21%, ma con una novità: questa aliquota si applica solo al primo immobile destinato agli affitti brevi, mentre per gli altri immobili (dal secondo al quarto) l’aliquota è aumentata al 26%. Questa modifica richiede ai locatori di identificare chiaramente il primo immobile nella propria dichiarazione dei redditi. Perciò:

        1. Il locatore con quattro immobili destinati alla locazione breve potrà applicare l’aliquota del 21% solo sul primo immobile, mentre sugli altri tre l’aliquota sarà del 26%.
        2. Se si supera il numero massimo di immobili, ovvero quattro, il locatore sarà considerato un imprenditore e dovrà aprire una posizione IVA e presentare la SCIA per l’inizio dell’attività.

        Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per affitti brevi

        Con l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), ogni immobile destinato agli affitti brevi dovrà essere identificato da un codice univoco, rilasciato dal Ministero del Turismo. Questo codice dovrà essere esposto all’esterno dello stabile e inserito in tutti gli annunci di locazione, pubblicati sia dai proprietari sia dagli intermediari.

        Come richiedere il CIN

        Il CIN può essere richiesto tramite una piattaforma digitale dedicata, gestita dal Ministero del Turismo. Il locatore o il gestore dell’immobile dovrà presentare una domanda online, utilizzando la propria identità digitale (SPID o carta d’identità elettronica). Dopo aver completato la procedura, il sistema assegnerà il CIN, che sarà necessario per pubblicizzare e affittare l’immobile.

        Il caso Airbnb e la ritenuta del 21%

        L’articolo 5 del D.L. 50/2017 prevede che gli intermediari immobiliari, come Airbnb, trattengano una ritenuta del 21% sui canoni di locazione e sui corrispettivi pagati per gli affitti brevi. Questo importo deve essere versato all’Agenzia delle Entrate come acconto sulle imposte dovute dai locatori.

        La sentenza del Consiglio di Stato

        Recentemente, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità di questa normativa, respingendo il ricorso di Airbnb contro l’obbligo di trattenere la ritenuta del 21%. La sentenza ha stabilito che la piattaforma dovrà pagare al Fisco italiano una somma significativa, mettendo fine a una lunga disputa legale.

        Opportunità per i professionisti

        Le nuove disposizioni normative sugli affitti brevi rappresentano un passo importante verso una maggiore regolamentazione e trasparenza nel settore. Con l’introduzione del CIN e le modifiche al regime fiscale, i locatori dovranno adeguarsi a una serie di nuovi obblighi per continuare a operare in conformità con la legge. Per gli agenti immobiliari e le agenzie, restare aggiornati su queste normative è essenziale per offrire un servizio competente e informato ai propri clienti.

        Sei un’Agente o un’ Agenzia Immobiliare? Rintraccia ed entra in possesso dei contatti giusti. Noi di RealDigitale possiamo aiutarti! Siamo professionisti nell’ambito del Marketing Immobiliare con anni di esperienza nel settore della Comunicazione Online e Offline per l’Agenzia Immobiliare. Affidandoti a noi potrai ottenere risultati Concreti e Misurabili.

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        I dati del report immobiliare Fiaip mostrano un aumento del 10% del cosiddetto «short term» e dell’1,2% di compravendite destinate a seconde case

        Il turismo – estivo e invernale – rilancia il residenziale vacanze, sia sotto forma di affitti brevi che di acquisto di seconde case. Del resto, la stagione invernale alle porte sembra confermare il +10% delle locazioni turistiche già registrato quest’estate. Almeno secondo i numeri del Report Immobiliare Nazionale Fiaip sull’andamento del mercato immobiliare turistico in Italia 2023 e le previsioni 2024, presentato alla Camera dei Deputati.

        Le locazioni

        Non crescono solo le locazioni, l’aumento medio riguarda anche i canoni di affitto di un +5%, a conferma di come i proprietari optino sempre di più per le locazioni brevi rispetto a quelle ordinarie sia per le maggiori soddisfazioni in termini di redditività sia, soprattutto, per le maggiori tutele contro il rischio di mancato pagamento o di mancata restituzione dell’immobile, praticamente assenti nella locazione turistica. Infatti, oggi i rendimenti medi lordi da locazione delle seconde case (tra 6-9% in media) stanno determinando una crescita del numero degli investitori di immobili con potenziale proiezione alla locazione turistica, prevalentemente appartamenti nelle grandi città d’arte e nelle più rinomate località balneari e montane. Per l’inverno oramai alle porte si prevede un +10% del numero delle locazioni turistiche soprattutto nelle località montane e soprattutto in relazione a case indipendenti o grandi appartamenti capaci di accogliere famiglie numerose o gruppi di amici per contenere i costi anche a seguito di un significativo incremento dei canoni di locazioni (da +2% a +6%) rispetto alla scorsa stagione invernale. Le famiglie italiane prendono in locazione le case in media per una settimana, spendendo tra 900-1500 euro a settimana. Si prevede una crescita significativa del numero degli stranieri soprattutto di prossimità (provenienti da Germania, Francia, Austria) che sceglieranno di trascorrere le vacanze invernali in Italia tramite locazioni turistiche.

        Non solo. Sale al 54% del totale il numero di agenzie immobiliari che si occupano di locazioni brevi, soprattutto con finalità turistiche, a riprova di come questi servizi siano sempre più richiesti dai turisti che vedono nelle agenzie immobiliari un punto di riferimento affidabile ed emblema della legalità contro le varie forme di evasione fiscale e abusivismo che da sempre minano il mercato.

        Le compravendite

        Nei primi nove mesi del 2023 la percentuale di acquisti di seconde case da parte di privati cittadini è salitp all’88,27% delle compravendite complessive. Ciò significa che sempre più italiani in questi mesi hanno deciso di attingere ai propri risparmi, ricorrendo meno al mutuo, per comprare una seconda casa sia per viverla nel periodo vacanziero, sia per metterla a rendita tramite la locazione, soprattutto quella breve, ma anche, e sempre di più, per un utilizzo promiscuo. Acquisti di seconde case che, nei primi 6 mesi, crescono in percentuale rispetto alle compravendite complessive dello stesso periodo del 2022 (+1,2%) nonostante i timori legati ai conflitti militari in corso e agli effetti inflattivi e, più in generale, al caro vita, con un ricorso al credito, divenuto più faticoso, in forte calo. Dal focus emerge una crescita soprattutto degli affitti brevi per le case indipendenti o i grandi appartamenti capaci di accogliere famiglie numerose, soluzioni che permettono di dividere i costi della locazione, aumentati del 4% rispetto alla scorsa stagione invernale. Per quanto riguarda le abitudini delle famiglie italiane, l’affitto medio è di una settimana, con un canone settimanale tra i 900 e 1500 euro.

        «La stagione estiva ha confermato una crescente dinamicità del mercato immobiliare turistico – ha spiegato Francesco La Commare, presidente del Centro Studi Fiaip – con un significativo aumento sia dell’acquisto di seconde case da destinare ad affitti brevi che del numero delle locazioni turistiche grazie a rendimenti cresciuti sino al 9% e all’assenza del rischio di morosità. Previsto un aumento delle locazioni turistiche, e dei relativi canoni, anche per l’imminente stagione invernale, con una crescente esigenza del turista di affidarsi ai servizi professionali erogati dalle agenzie immobiliari».

        «Dall’indagine emerge chiaramente come i settori immobiliare e turistico siano sempre più interconnessi tra loro contribuendo in maniera determinante alla crescita economica del sistema Paese cubando, insieme, oltre il 35% del Pil Nazionale – ha commentato il presidente nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – pertanto, è necessario, anzi doveroso, avere un approccio sistemico facendo “rete” tra tutte le componenti che contribuiscono al suo sviluppo affinché il legislatore comprenda definitivamente che il comparto delle locazioni brevi rappresenta un ulteriore importante elemento di attrattività del Turismo Italiano e una crescente strategica risorsa per l’economia locale e Nazionale».

        Fonte: il Sole 24 ore

        Affitti Brevi Pisa

        Abbiamo stilato una lista (personalissima) di quelle che, in base a determinati canoni che andremo a elencare qui sotto, sono le i migliori partner immobiliari di Pisa per la Gestione degli Affitti Brevi.

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